Sostenibilità ambientale nel trasporto merci: strategie e soluzioni per una logistica più efficiente

Sostenibilità ambientale del trasporto merci con la soluzione di trasporto intermodale di Alberti e Santi

Come la sostenibilità sta cambiando il futuro del trasporto merci

Negli ultimi anni la sostenibilità ambientale è diventata uno dei principali motori di cambiamento nel settore della logistica e del trasporto merci. L’attenzione verso la riduzione delle emissioni di CO₂, gli obiettivi europei di decarbonizzazione e la crescente sensibilità delle imprese nei confronti dei criteri ESG stanno modificando il modo in cui vengono progettate e gestite le supply chain.

Secondo il più recente rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, il settore dei trasporti continua, infatti, a rappresentare una quota significativa delle emissioni complessive di gas serra dell’Unione Europea. Sebbene l’evoluzione tecnologica dei veicoli e l’introduzione di normative ambientali sempre più stringenti abbiano contribuito a ridurre diversi inquinanti, il trasporto merci continua a dipendere in larga misura dalla rete stradale e la domanda di movimentazione è destinata a crescere.

Ridurre l’impatto ambientale del trasporto merci rappresenta una sfida complessa perché la logistica deve conciliare esigenze spesso contrastanti. Da un lato le imprese richiedono consegne rapide, frequenti e affidabili; dall’altro cresce la necessità di contenere le emissioni e utilizzare le infrastrutture in modo più efficiente. La sostenibilità non può quindi essere raggiunta attraverso un’unica soluzione, ma richiede un insieme di interventi che coinvolgono organizzazione dei flussi, scelta delle modalità di trasporto, innovazione tecnologica e collaborazione tra tutti gli attori della filiera.

Il tema assume oggi un’importanza ancora maggiore se si considera che il sistema dei trasporti rappresenta uno dei pilastri dell’economia europea, rendendo possibile la circolazione quotidiana di persone e merci e sostenendo milioni di attività produttive. Proprio questa centralità rende il settore uno degli ambiti in cui è più urgente intervenire per conciliare sviluppo economico e tutela dell’ambiente.

Le istituzioni europee stanno quindi promuovendo una trasformazione che non riguarda soltanto i mezzi di trasporto, ma interessa l’intero modello logistico. L’obiettivo è costruire filiere sempre più efficienti, capaci di ridurre le emissioni senza compromettere competitività, affidabilità e qualità del servizio.

Trasporto merci sostenibile: un nuovo modo di progettare la logistica

Quando si parla di sostenibilità nel trasporto merci si tende spesso ad associare il tema esclusivamente ai veicoli a basse emissioni o ai carburanti alternativi. In realtà, una logistica sostenibile nasce molto prima della partenza di un mezzo e coinvolge ogni fase della pianificazione delle spedizioni.

Oggi la sostenibilità rappresenta un criterio di progettazione della logistica tanto quanto l’efficienza operativa, la puntualità delle consegne o il controllo dei costi. La pianificazione delle spedizioni deve quindi considerare contemporaneamente aspetti economici, organizzativi e ambientali, individuando le soluzioni più adatte alle caratteristiche della filiera.

Questo approccio richiede una visione integrata della supply chain, nella quale ogni scelta, dalla modalità di trasporto ai flussi distributivi, contribuisce al risultato complessivo. La sostenibilità non è più un’attività aggiuntiva, ma un elemento che orienta la progettazione dell’intero sistema logistico.

Per le imprese questo significa poter costruire modelli di trasporto più resilienti, capaci di adattarsi all’evoluzione dei mercati, alle nuove normative e alle richieste di clienti sempre più attenti alle performance ambientali della filiera.

L’intermodalità: una delle leve più efficaci per ridurre l’impatto ambientale

Tra le strategie oggi disponibili, il trasporto intermodale rappresenta una delle risposte più concrete alle esigenze di sostenibilità del settore logistico.

Le soluzioni di trasporto intermodale integrano più modalità di trasporto all’interno della stessa spedizione, sfruttando i punti di forza di ciascuna. L’intermodalità consente infatti di combinare trasporto su strada e trasporto ferroviario all’interno dello stesso flusso logistico, permettendo di mantenere la flessibilità tipica della gomma nelle fasi di ritiro e consegna, affidando invece alla ferrovia le tratte di media e lunga percorrenza, dove è possibile ottenere significativi benefici in termini ambientali.

Non è un caso che il rafforzamento del trasporto ferroviario sia indicato dalle istituzioni europee come una delle principali direttrici per ridurre l’impatto ambientale della logistica. Nonostante il suo elevato potenziale in termini di riduzione delle emissioni rispetto al trasporto esclusivamente su strada, la quota di merci movimentate su ferrovia rimane ancora inferiore rispetto alle possibilità offerte dalle infrastrutture esistenti. Per questo motivo la crescita dell’intermodalità rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti per favorire la transizione verso una mobilità delle merci più sostenibile.

Il trasporto intermodale consente di ridurre sensibilmente le emissioni di CO₂ rispetto a un trasporto effettuato esclusivamente su strada, contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione promossi a livello europeo e internazionale.

L’intermodalità offre però vantaggi che vanno oltre la sostenibilità ambientale. Una migliore distribuzione dei flussi di traffico permette infatti di aumentare la regolarità delle spedizioni, ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture, limitare l’esposizione alla congestione stradale e rendere l’intera supply chain più resiliente.

Per questo motivo il trasporto intermodale trova particolare applicazione nelle spedizioni internazionali, dove le percorrenze più lunghe permettono di valorizzare al meglio l’integrazione tra strada e ferrovia.

Trasporto su gomma e intermodalità: un sistema integrato

Parlare di sostenibilità non significa contrapporre il trasporto su gomma a quello ferroviario. Al contrario, lo sviluppo di una logistica sostenibile non passa dalla contrapposizione tra trasporto su gomma e trasporto ferroviario, ma dalla loro integrazione.

Il trasporto stradale continua a essere indispensabile per garantire flessibilità, rapidità nei ritiri e nelle consegne e copertura capillare del territorio, caratteristiche fondamentali soprattutto nell’ultimo miglio.

Il trasporto intermodale interviene invece laddove il trasporto ferroviario può offrire un maggiore valore aggiunto, consentendo di movimentare grandi volumi sulle lunghe distanze con un minore impatto ambientale.

L’obiettivo non è quindi sostituire una modalità con un’altra, ma progettare ogni spedizione scegliendo la soluzione più efficiente dal punto di vista operativo, economico e ambientale. È proprio questa capacità di progettare soluzioni di trasporto intermodale, integrando le diverse modalità di trasporto, a rappresentare uno degli elementi distintivi del servizio di Alberti e Santi.

La consulenza logistica come fattore strategico

Rendere il trasporto merci più sostenibile non significa semplicemente scegliere una modalità di trasporto anziché un’altra. Ogni spedizione presenta caratteristiche specifiche legate alla tipologia di merce, alle destinazioni, ai tempi di consegna e ai volumi movimentati, che richiedono un’attenta pianificazione. Le spedizioni internazionali, ad esempio, coinvolgono molteplici variabili, tra cui modalità di trasporto differenti, procedure operative, normative e tempi di consegna che devono essere coordinati in modo efficace.

In questo contesto, il valore di un partner logistico non si misura soltanto nella capacità di organizzare un trasporto, ma nella competenza con cui riesce ad analizzare le esigenze del cliente e progettare soluzioni coerenti con gli obiettivi produttivi, economici e ambientali.

La sostenibilità diventa così il risultato di una progettazione consapevole, nella quale ogni scelta viene valutata in funzione dell’efficienza complessiva della supply chain e della capacità di garantire continuità operativa nel lungo periodo.

Il futuro della logistica sostenibile

La trasformazione del settore logistico continuerà nei prossimi anni, accompagnata da investimenti nelle infrastrutture, innovazione tecnologica e nuovi modelli organizzativi. L’obiettivo non sarà soltanto ridurre l’impatto ambientale dei trasporti, ma costruire sistemi logistici sempre più affidabili, flessibili e capaci di rispondere ai cambiamenti del mercato.

Accanto allo sviluppo dell’intermodalità, continueranno a crescere gli investimenti nella digitalizzazione dei processi logistici, nell’impiego di carburanti alternativi e nell’utilizzo di strumenti capaci di migliorare la pianificazione delle spedizioni. L’obiettivo da raggiungere sarà ridurre progressivamente l’impatto ambientale senza compromettere efficienza e qualità del servizio.

In questa direzione si inserisce anche il Decennio delle Nazioni Unite per il Trasporto Sostenibile (2026-2035), iniziativa che invita governi, imprese e operatori logistici a collaborare per promuovere sistemi di trasporto più sicuri, inclusivi ed efficienti, contribuendo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Per le aziende, ciò significa ripensare la logistica non come un semplice costo operativo, ma come un elemento strategico capace di generare valore, migliorare le performance ambientali e rafforzare la competitività sul mercato.

Alberti e Santi: l’impegno concreto per una logistica più sostenibile

Le strategie che stanno guidando l’evoluzione del settore trovano applicazione concreta nelle scelte che Alberti e Santi porta avanti da anni per rendere il trasporto merci sempre più efficiente e più sostenibile.

L’investimento nell’intermodalità rappresenta uno dei principali pilastri di questo percorso. In soli cinque anni la flotta dedicata è passata da circa 100 casse mobili all’inizio del 2020 a oltre 600 unità intermodali nel 2025, rafforzando la capacità dell’azienda di offrire soluzioni che integrano trasporto su strada e ferrovia lungo alcune delle principali direttrici europee, tra cui Regno Unito, Irlanda, Benelux e Polonia.

A questo impegno si affianca il progetto Airlite®, una tecnologia applicata a 25 casse mobili della flotta Alberti e Santi che trasforma le superfici trattate in filtri attivi per l’aria, contribuendo alla riduzione di gas nocivi e composti organici volatili durante le attività di trasporto. Un’iniziativa che testimonia la volontà dell’azienda di affiancare agli investimenti logistici anche soluzioni innovative orientate al miglioramento dell’impatto ambientale.

Grazie a una consolidata esperienza nel trasporto internazionale e a un approccio orientato all’innovazione, Alberti e Santi affianca ogni cliente nella progettazione di soluzioni logistiche personalizzate, capaci di rendere la supply chain più efficiente, competitiva e sostenibile.

Vuoi sviluppare una strategia di trasporto più efficiente e sostenibile per la tua azienda? Contatta il team di Alberti e Santi per individuare la soluzione logistica più adatta alle tue esigenze.